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La premiazione (prima parte)

Terminata l’esperienza del “Jesus Christ Superstar” cominciai ad evolvermi su ogni fronte artistico. Il programma FastTracker sembrava sempre più obsoleto e necessitavo di qualcosa di più impegnativo e professionale. Tra tanti scelsi “Sony Acid Pro” che mi permetteva di gestire molto bene le tracce “loop” e quelle registrate dalla nuova tastiera Gem Equinoxe  che nel frattempo avevo acquistato da “MV - Musica è vita” a Catania. Negli ultimi anni ’90, grazie a questo nuovo binomio, realizzai svariati brani strumentali sul genere Chill Out: “Orione”, “Telecommunication”, “Memorie”, “Waves”, questi alcuni dei titoli dei brani che realizzavo in “presa diretta” ovvero, escluse quelle ritmiche, ogni ogni suono e melodia venivano registrati nel multitraccia di Acid Pro suonandoli dall’inizio alla fine del brano. Ad esempio: impostando  la ritmica in playback, la melodia, suonata con il suono del pianoforte della tastiera, veniva registrata direttamente sulla traccia. Poi si passa ad un altro strumento, ad esempio la chitarra e così via fino ad ultimare il brano. Questa tecnica fu utilizzata nel 1973 da Mike Oldfiled che, per realizzare “Tabular Bells”, brano iconico diventato successivamente colonna sonora del film “L’esorcista”, fu utilizzato un metodo similie utilizzando un multitraccia a nastro.  

Cominciai a riflettere sul nome d’arte da attribuirmi. Ascoltavo i miei stessi brani per riuscire a carpire qualcosa che mi ispirasse e trarre un nome d’arte. Poi l’intuizione: tutti i miei brani erano e sono strumentali, quindi privi di un cantante e della voce umana. Quindi il silenzio della voce era (ed è tutt’oggi, fatta qualche rarissima eccezione) un punto fisso nell’universo della mia musica. “Silence”: ecco il nome d’arte perfetto! 

Mi sentivo realizzato: avevo tra le mani un CD contenente circa una decina di progetti scaturiti dalla mia fantasia. Adesso dovevo essere il manager di me stesso. Cominciai a spedire il CD demo ad una miriade di case discografiche e facevo ascoltare i miei lavori a tanti musicisti ed “addetti ai lavori”. Ero consapevole però di una cosa: quel demo non era “perfetto”, non era commerciabile per una serie di ragioni tra i quali la scelta del genere musicale poco “conformista” nonchè alcuni difetti di registrazione considerando che il tutto veniva realizzato con pochissime risorse in un Home Studio. Le idee erano buone, le melodie erano piacevoli ma mancava il tocco di professionalità necessaria per rendere apprezzabili le stesse. Si: ero ancora in alto mare e stavo navigando a vista. Dovevo scegliere se fermarmi a contemplare una sorta di fallimento o stringere i denti e continuare. 

Poi avvenne l’imprevisto. Una delle tante copie “omaggio" del CD che avevo realizzato era finito nelle mani di Giancarlo Santonocito, ideatore ed organizzatore del premio artistico-culturale “Torre d’Argento” di Santa Maria di Licodia (CT). Ricevo la sua telefonata dove mi racconta che un nostro amico in comune , il dott.Giovanni Mazzone, gli aveva fatto ascoltare il CD restando esterefatto delle melodie. Mi chiese se fossi interessato a suonare un brano sul palco della X^ edizione del citato premio che si sarebbe svolto nei primi giorni del mese di settembre 2000. Non credevo alle mie orecchie. Ovviamente confermai la mia disponibilità quasi con voce tremante, incredulo ed allo stesso tempo immensamente felice. Dopo aver ringraziato Giovanni Mazzone cominciai ad organizzarmi scegliendo il brano da suonare sul palco: “Waves”. Mancava un tassello: l’iscrizione in S.I.A.E. , cosa che avvenne ad un passo dall’evento. Arrivò il giorno: l’emozione era alle stelle. Mi presentai a Giancarlo teso come una corda di violino. Lui lo capii e si mise subito a scherzare con me facendomi rilassare. Dopo il classico “soundcheck” capii che non mancava molto all’inizio dell’evento. Sul palco la mia tastiera ed il mio PC facevano da sfondo insieme agli strumenti di altri artisti ospiti della serata. Tra i premiati c’era una giovanissima Ambra Angoini ed un fenomenale Lando Buzzanca ed a consegnare il premio a quest’ultimo fu proprio il mio amico Giovanni Mazzone. Subito dopo venni presentato sul palco. Il faro “occhio di bue” dritto su di me non mi permetteva di vedere nessuno del pubblico  e ciò mi fece sentire solo con i miei strumenti liberandomi da quel nervosismo dettato dalla forte emozione. 

Lo so: non era la prima volta che suonavo su un palco ma era la prima volta che ci salivo da solista! “Waves” fu un brano che nel corso del tempo ho rivisitato più volte (mai quanto però Shared Emotions!). Mi piaceva e meritava essere migliorato. Ma col senno di poi ho oggi ben chiara la convinzione che la prima versione, quella appunto presentata alla premiazione, fu la migliore. Concluso il brano sentivo solo gli applausi. Il cuore mi batteva forte e dopo aver salutato il pubblico mi allontanai dal palco. Nella mia mente avevo un solo pensiero: Un sogno si era realizzato: ho suonato da solista su un palco! A fine evento, mentre noi musicisti smontavamo gli strumenti, si avvicinò Ambra che un grande sorriso si complimentò con tutti. 

Gli ospiti della serata erano tutti sorridenti mentre dialogavano tra loro. Riuscii ad intravedere Giovanni ed andai a salutarlo. Ma a pochi passi da lui mi fermò Giancarlo. Mi disse che Giovanni poteva attendere e che doveva dirmi una cosa importante. Andammo nel suo ufficio e fu più serio rispetto a come si presentò inizialmente. Pensai di aver sbagliato in qualcosa cercando di trovare la giustificazione da dare. Improvvisamente ritornò il sorriso di Giancarlo. Mi disse che le sue aspettative erano state soddisfatte e che la mia musica, così come l’ha ascoltata, fuori dal contesto commerciale ed espressa tramite la mia arte musicale, è stata davvero di suo gradimento al punto che mi fece la proposta di suonare nuovamente per l’edizione del 2001 conservando per me maggior tempo. Ecco: troppe emozioni in una sola serata. Cominciai a vaneggiare confermandogli il mio interesse e promettendogli uno spettacolo mai visto prima. Ma cosa mi era saltato in mente di dirgli? “Mai visto prima”? Io che prometto ad un organizzatore di una premiazione che vedrà qualcosa mai visto prima? Non so cosa ha pensato Giancarlo in quel momento ma ormai ho fatto una promessa e non mantenerla significava una vera sconfitta sia artistica che personale.

Giovanni era ormai andato via ma lo contattai telefonicamente sia per ringraziarlo che per raccontargli la novità. Ne fu ovviamente entusiasta incoraggiandomi nell’impresa. Già… ma quale? Avevo un anno di tempo per realizzare qualcosa di nuovo ma non potevo farlo da solo. Esibirmi suonando uno o due brani non avrebbe permesso di mantenere la promessa. Dovevo inventarmi qualcosa. (continua)

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